venerdì 15 ottobre 2010

Il piacere

Il piacere di poter scegliere una strada tra le tante. Senza percorsi obbligati ma così, a sensazione, solo perchè mi piace il nome che c'è scritto sul cartello.
Poi scoprire qualche cosa di inaspettato, lontano, normale, banale, unico, magico. Il piacere della scoperta dovuta al caso. La sensazione della scoperta. Fermarsi in un villaggio, stringere le mani alle persone che mi vengono incontro o a cui mi avvicino perchè mi interessa i lavoro che stanno facendo, fumare una sigaretta con loro.
Guardare il panorama assieme.
Trovarmi solo in luoghi in cui ho la sensazione di averli scoperti.
Ridere verso il tramonto perchè ho sbagliato strada, ma quel tramonto è così bello. Il piacere di incontrare i bambini che giocano al ritorno da scuola.
E io sono lì perchè ho scelto una strada e non un'altra ed è tutto qui il piacere del caso.

giovedì 14 ottobre 2010

Un uomo con il fucile


Dopo la visita alle rovine di Nemrut Dagi prendo una strada che è segnata bianca sulla mappa e quindi non asfaltata. E' forse un po' tardi per iniziare uno sterrato, ma la bellezza delle montagne e di quello che mi circonda non mi fa esitare un momento. Se poi fa buoi, penso, butto la tenda e me la passo alla grande.
Lungo la strada ci sono molti bivi e nessuna indicazione. Attraverso villaggi di tre, quattro case al massimo dove chiedo informazioni quando incontro degli uomini, le donne non si fanno vedere, quasi fuggono.
Sbaglio strada più di una volta, torno indietro, continuo. La strada ha qualche passaggio un po' complicato ma niente di difficile.
Si sta facendo buio e cerco un posto per la notte; vedo un'abitazione e mi avvicino. Solo donne e bambine, mucche e capre, mi fermo e aspetto. Si avvicina un ragazzino e gli chiedo se posso mettere la tenda là così nel prato per la notte. Il ragazzino mi fa capire che non ci sono problemi. Così inizio a montare la tenda. Quand'è quasi buio si avvicina un uomo con il fucile, è il padre. “Non puoi rimanere qui, è pericoloso” mi fa capire “problems”. “Se ti succede qualche cosa poi finisco nei guai, ho sette figli, chi pensa poi a loro? qui non è sicuro, vieni in casa a dormire”. Ripiego tutto.
Non è facile capirsi, ma a gesti qualcosa viene fuori. Dice che dormire in casa va bene, fuori no, è pericoloso. Fa segni di morsi e di spari e di manette.
La serata la passiamo tranquilli, con un suo amico e il figlio maschio. La notte dormo come un bimbo con lui nella stessa stanza che è quella sopra la stalla. Lui tiene il fucile al suo fianco perchè di notte se arrivano, e si morde un braccio come gesto (vuole dire i lupi?), allora li sento e sono pronto dıce. Buona notte.


La mattina finisco lo sterrato e riprendo la strada...pioggia.


martedì 12 ottobre 2010

Turchia uno uno prima

La Turchia è proprio bella. Sarà la luce dell'autunno e i colori, ma i grandi spazi e le montagne sono un qualche cosa di diverso da quello che ho visto fin'ora.

C'è anche un che di pulito e ordinato nell'aria come se si stessero facendo i grandi preparativi per l'ingresso in Europa...questa è la sensazione che ho.

Stamattina son pronto per partire da Mardin senza un itinerario. Raccolgo la biancheria lavata ancora umida dalla notte fredda che non ha asciugato niente. Si avvicina un ragazzo, americano, Christopher, sta facendo il giro del mediterraneo anche lui, con sua moglie, in bicicletta. Nove mesi. Loro lo stanno facendo al contrario, il giro, rispetto al mio e la Turchia l'hanno già fatta tutta. Così mi consiglia una strada per la giornata e per i prossimi giorni. Questo è il suo blog: Team Jassler's Meditterranean Bike Journey.

Mi chiede delle info per la Libia che è un po' preoccupato per quando ci arriveranno. Capite bene che se devono avere anche loro un accompagnatore, la cosa diventerebbe ridicola. Un'auto davanti che li scorta alla velocità di bicicletta...

Riprendo la mia strada, spero di aiutarli per la Libia in qualche modo e penso a come posso fare. C'è una luce stupenda oggi e finisco le batterie della macchina fotografica (e la mia macchina fotografica, vinta coi punti delle patatine, funziona solo con un certo tipo di batterie che trovo solo in serata). Un pieno di benzina mi stringe lo stomaco. Mai pagato così tanto per dar da mangiare alla moto. Son quasi due euro al litro...
(P.S. nel "dove sono now" trovate tutto, e dico tutto, l'itinerario che ho fatto fino a now)

lunedì 11 ottobre 2010

Cantando sotto la pioggia

Dopo la lavata che ho preso per arrivare ad Aleppo, il giorno dopo mi son fermato in città per asciugarmi. Ho alloggiato nel dormitorio dell'ostello Spring Flower che mi ha consigliato Charlotte (la ragazza francese che mi ha ospitato a Tripoli). Che dire, posto molto carino e con un bel giro di persone. Lo consiglio.

La mattina che riparto ho una gomma a terra. Porto la moto da un gommista li vicino, ma è solo sgonfia, non è bucata. Bello scherzo...ha ha ha.

E' arrivato il freschetto da ste parti. Da Aleppo mi dirigo verso la frontiera con l'Iraq. Mi piacciono i paesaggi lunghi, ampi, lontani e quando ci sono le nuvole è ancora più bello...
Vengo a sapere che la frontiera con la Turchia chiude alle quindici. Non so se è vero, così mi dicono ma mi sembra strano. Così stamattina parto alle sei e mezza e piove e fa freddo e anche i cani randagi se ne stanno al coperto (per fortuna). Incontro i bambini che vanno a scuola, tutti vestiti uguali che mi salutano, mi urlano. E' ancora presto, saranno le sette e mezza.
Poi mi fermo a far benzina e c'è un ragazzo che mi fa il pieno. Siamo solo io e lui a quell'ora in quel deserto piovoso e freddo. Mi invita a bere un thè, a fermarmi un attimo, a riposare, io non avevo ancora fatto colazione. Non parla inglese ma si sforza, vuole comunicare. Dalla finestra vedo i libri di scuola a terra. Beviamo il the' in silenzio, guardiamo la pioggia seduti affianco una pompa di benzina. Dalla tv accesa proviene una musica araba e si sente solo quella che intorno è silenzio di pioggia. Non mi piace la musica araba, ma in quel momento era quella giusta. Nonostante dovessi affrontare ancora più di duecento chilometri per la frontiera turca e il cielo era grigio e senza speranza di miglioramento, in quel momento mi sentivo sereno, completo, assaporavo il thè come non l'avevo mai fatto, non so perchè, ma mi sembrava tutto perfetto. Quando son ripartito avevo una bellissima sensazione di benessere e sotto il casco e sotto la pioggia, ho cantato, cantato, cantato finchè alla fine ha smesso di piovere e poi è uscito il sole.

sabato 9 ottobre 2010

Da un giorno all`altro

Da un giorno all'altro passo dalle piane desertiche della Siria alle montagne del Libano. Dalle donne coperte quasi per intero ai manifesti pubblicitari ammiccanti, sensuali. Dal caldo appena sopportabile al fresco delle montagne con le nuvole pesanti, bianche, ma innocue.
Da un giorno all'altro passo dalla tenda a dormire sul tetto di un hotel di Beirut perchè nelle camere non c'è posto...
Da un giorno all'altro la moto mi sembra più pesante e non la tengo in equilibrio.
Poi arrivo a Tripoli (nel nord del Libano) ed è pomeriggio tardo. Mi fermo sul lungomare a riflettere se è il caso di passare “il male” stasera o dormire a Tripoli e affrontare “il male” domattina. “Il male” sono le frontiere. Dal Libano si ritorna per forza in Siria.
Sento una voce che mi chiama. Non per nome, no. Capisco però che dice a me. Così mi avvicino all'uomo che sta lavorando vicino alla sua barca. Parliamo, mi offre un caffè, il posto è sporco sulla secca, passano certi topi che per fortuna ho gli stivali...Mi spiega che sta adattando ad abitazione la piccola barca a cui sta lavorando. Ha anche l'acqua corrente. Mi presenta un suo amico capitano e parliamo a lungo di una Tripoli cristiana che soccombe all'Islam dei petrolieri...
Più tardi conosco un ragazzo italiano, Daniele, che studia e lavora per una ONG a Tripoli, vive con la sua ragazza Charlotte in un bellissimo appartamento all'ultimo piano. (stupiti che mi ricordo i nomi?). Dormo a casa loro e la mattina riparto verso “il male”.
Passare in Siria sono altri soldi buttati e ad accogliermi appena dopo il confine una pioggia che non mi molla per tutto il giorno.

lunedì 4 ottobre 2010

Motociclisti in giro

La stessa mattina che lascio la coppia di Israeliani (della ragazza conservo solo una foto di lei nuda appena uscita dalla tenda...non dalla mia) incontro un motociclista rumeno con una Transalp 650 carica all`inverosimile, con tutte le comodita` dice lui. Lo incontro due volte, quasi a dire che le strade in Giordania sono obbligate. Ed entrambe le volte ci fermiamo a fare le chiacchere.

Sono arrivato in Siria. In un paese di montagna mi fermo a chiedere informazioni ad un ragazzo che mi invita a bere un caffè a casa sua, e mentre cerca di convincermi (all`inizio volevo continuare per la mia strada), il suo vicino di casa mi riempie di mele, che poi spaccio in un posto di guardia lungo la strada dove dei militari non mi lasciano passare perche` ci sono gli israeliani che mi sparano...ha ha ha. Gli dico che non gli credo, le mele non bastano a corromperli e mi tocca tornare indietro.

La serata a Damasco vedo una BMW parcheggiato nella città vecchia. Sul serbatoio maggiorato c`e` scritto l`indirizzo di un sito internet. Così vado nel primo internet point e guardo. E' un inglese che sta facendo il mio stesso giro pero`al contrario. Gli lascio un messaggio sul serbatoio e gli do appuntamento per un caffè. La mattina mi presento e il biglietto e` ancora li`. Cosi` vado nell`hotel a cinque stelle accanto e lo trovo a far colazione. (Cinque stelle, cinque). Abbiamo fatto un po` di chiacchere, poi lui stava con la ragazza e la madre della ragazza che era venuta a trovarli (ed e` per questo che stava in un cinque stelle). Lui si chiama Mathew Robb e questo e` il suo sito Lonebiker.

Parto tardi da Damasco che faccio un po` di cosette e arrivo a Palmira...questo e` quello che vedo.

sabato 2 ottobre 2010

La catena di S. Antonio

Finisco la benzina perchè sono un pirla. La stazione più vicina è a dieci chilometri. Con una bottiglia d'acqua vuota in mano aspetto a bordo strada che passi una macchina. Si ferma un furgoncino, ci capiamo a gesti, salgo con la mia bottiglia da riempire e partiamo. Dopo pochi chilometri rimaniamo senza benzina e adesso siamo in due a bordo strada ad aspettare un passaggio. Incredibile ma vero. Con una bottiglia e una tanica. Naturalmente troviamo un passaggio e arriviamo alla stazione...
Riparto che è quasi buio. (una volta svuotata la bottiglia nel serbatoio son ritornato al distributore e fare il pieno).
Cerco un posto per la notte. Tenda difficile. Cerco un hotel very very cheap ma niente. Mangio un falafel, chiedo intorno e incontro una coppia di israeliani che vogliono andare a passare la notte nel Mar Morto. Lui simpaticissimo e pieno di energie, lei una gnocca da paura. Mi invitano con loro a proseguire e partiamo assieme verso il Mar Morto.
E' notte e lungo la riva del Mar Morto fa un caldo pazzesco. Non c'è un posto per dormire lungo la strada. La costa israeliana, dall`altra parte, e` tutta illuminata. Ci fermiamo in una stazione di polizia a chiedere informazioni, poi con dei ragazzi che festeggiano. Ad un certo punto... niente. Stremati ed esausti buttiamo la tenda in una specie di parcheggio e ci godiamo il resto della nottata a chiacchiere e vino israeliano mentre dall`alto guardiamo le luci della Gerusalemme illuminata. Alla mattina presto un sole impietoso ci sveglia ancora stanchi. Ci salutiamo e ognuno per la sua strada...

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