La Turchia è proprio bella. Sarà la luce dell'autunno e i colori, ma i grandi spazi e le montagne sono un qualche cosa di diverso da quello che ho visto fin'ora.
C'è anche un che di pulito e ordinato nell'aria come se si stessero facendo i grandi preparativi per l'ingresso in Europa...questa è la sensazione che ho.
Stamattina son pronto per partire da Mardin senza un itinerario. Raccolgo la biancheria lavata ancora umida dalla notte fredda che non ha asciugato niente. Si avvicina un ragazzo, americano, Christopher, sta facendo il giro del mediterraneo anche lui, con sua moglie, in bicicletta. Nove mesi. Loro lo stanno facendo al contrario, il giro, rispetto al mio e la Turchia l'hanno già fatta tutta. Così mi consiglia una strada per la giornata e per i prossimi giorni. Questo è il suo blog: Team Jassler's Meditterranean Bike Journey.
Mi chiede delle info per la Libia che è un po' preoccupato per quando ci arriveranno. Capite bene che se devono avere anche loro un accompagnatore, la cosa diventerebbe ridicola. Un'auto davanti che li scorta alla velocità di bicicletta...
Riprendo la mia strada, spero di aiutarli per la Libia in qualche modo e penso a come posso fare. C'è una luce stupenda oggi e finisco le batterie della macchina fotografica (e la mia macchina fotografica, vinta coi punti delle patatine, funziona solo con un certo tipo di batterie che trovo solo in serata). Un pieno di benzina mi stringe lo stomaco. Mai pagato così tanto per dar da mangiare alla moto. Son quasi due euro al litro...
(P.S. nel "dove sono now" trovate tutto, e dico tutto, l'itinerario che ho fatto fino a now)
martedì 12 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
Cantando sotto la pioggia
Dopo la lavata che ho preso per arrivare ad Aleppo, il giorno dopo mi son fermato in città per asciugarmi. Ho alloggiato nel dormitorio dell'ostello Spring Flower che mi ha consigliato Charlotte (la ragazza francese che mi ha ospitato a Tripoli). Che dire, posto molto carino e con un bel giro di persone. Lo consiglio.
La mattina che riparto ho una gomma a terra. Porto la moto da un gommista li vicino, ma è solo sgonfia, non è bucata. Bello scherzo...ha ha ha.
E' arrivato il freschetto da ste parti. Da Aleppo mi dirigo verso la frontiera con l'Iraq. Mi piacciono i paesaggi lunghi, ampi, lontani e quando ci sono le nuvole è ancora più bello...
Vengo a sapere che la frontiera con la Turchia chiude alle quindici. Non so se è vero, così mi dicono ma mi sembra strano. Così stamattina parto alle sei e mezza e piove e fa freddo e anche i cani randagi se ne stanno al coperto (per fortuna). Incontro i bambini che vanno a scuola, tutti vestiti uguali che mi salutano, mi urlano. E' ancora presto, saranno le sette e mezza.
Poi mi fermo a far benzina e c'è un ragazzo che mi fa il pieno. Siamo solo io e lui a quell'ora in quel deserto piovoso e freddo. Mi invita a bere un thè, a fermarmi un attimo, a riposare, io non avevo ancora fatto colazione. Non parla inglese ma si sforza, vuole comunicare. Dalla finestra vedo i libri di scuola a terra. Beviamo il the' in silenzio, guardiamo la pioggia seduti affianco una pompa di benzina. Dalla tv accesa proviene una musica araba e si sente solo quella che intorno è silenzio di pioggia. Non mi piace la musica araba, ma in quel momento era quella giusta. Nonostante dovessi affrontare ancora più di duecento chilometri per la frontiera turca e il cielo era grigio e senza speranza di miglioramento, in quel momento mi sentivo sereno, completo, assaporavo il thè come non l'avevo mai fatto, non so perchè, ma mi sembrava tutto perfetto. Quando son ripartito avevo una bellissima sensazione di benessere e sotto il casco e sotto la pioggia, ho cantato, cantato, cantato finchè alla fine ha smesso di piovere e poi è uscito il sole.
La mattina che riparto ho una gomma a terra. Porto la moto da un gommista li vicino, ma è solo sgonfia, non è bucata. Bello scherzo...ha ha ha.
E' arrivato il freschetto da ste parti. Da Aleppo mi dirigo verso la frontiera con l'Iraq. Mi piacciono i paesaggi lunghi, ampi, lontani e quando ci sono le nuvole è ancora più bello...
Vengo a sapere che la frontiera con la Turchia chiude alle quindici. Non so se è vero, così mi dicono ma mi sembra strano. Così stamattina parto alle sei e mezza e piove e fa freddo e anche i cani randagi se ne stanno al coperto (per fortuna). Incontro i bambini che vanno a scuola, tutti vestiti uguali che mi salutano, mi urlano. E' ancora presto, saranno le sette e mezza.
Poi mi fermo a far benzina e c'è un ragazzo che mi fa il pieno. Siamo solo io e lui a quell'ora in quel deserto piovoso e freddo. Mi invita a bere un thè, a fermarmi un attimo, a riposare, io non avevo ancora fatto colazione. Non parla inglese ma si sforza, vuole comunicare. Dalla finestra vedo i libri di scuola a terra. Beviamo il the' in silenzio, guardiamo la pioggia seduti affianco una pompa di benzina. Dalla tv accesa proviene una musica araba e si sente solo quella che intorno è silenzio di pioggia. Non mi piace la musica araba, ma in quel momento era quella giusta. Nonostante dovessi affrontare ancora più di duecento chilometri per la frontiera turca e il cielo era grigio e senza speranza di miglioramento, in quel momento mi sentivo sereno, completo, assaporavo il thè come non l'avevo mai fatto, non so perchè, ma mi sembrava tutto perfetto. Quando son ripartito avevo una bellissima sensazione di benessere e sotto il casco e sotto la pioggia, ho cantato, cantato, cantato finchè alla fine ha smesso di piovere e poi è uscito il sole.
sabato 9 ottobre 2010
Da un giorno all`altro
Da un giorno all'altro passo dalle piane desertiche della Siria alle montagne del Libano. Dalle donne coperte quasi per intero ai manifesti pubblicitari ammiccanti, sensuali. Dal caldo appena sopportabile al fresco delle montagne con le nuvole pesanti, bianche, ma innocue.
Da un giorno all'altro passo dalla tenda a dormire sul tetto di un hotel di Beirut perchè nelle camere non c'è posto...
Da un giorno all'altro la moto mi sembra più pesante e non la tengo in equilibrio.
Poi arrivo a Tripoli (nel nord del Libano) ed è pomeriggio tardo. Mi fermo sul lungomare a riflettere se è il caso di passare “il male” stasera o dormire a Tripoli e affrontare “il male” domattina. “Il male” sono le frontiere. Dal Libano si ritorna per forza in Siria.
Sento una voce che mi chiama. Non per nome, no. Capisco però che dice a me. Così mi avvicino all'uomo che sta lavorando vicino alla sua barca. Parliamo, mi offre un caffè, il posto è sporco sulla secca, passano certi topi che per fortuna ho gli stivali...Mi spiega che sta adattando ad abitazione la piccola barca a cui sta lavorando. Ha anche l'acqua corrente. Mi presenta un suo amico capitano e parliamo a lungo di una Tripoli cristiana che soccombe all'Islam dei petrolieri...
Più tardi conosco un ragazzo italiano, Daniele, che studia e lavora per una ONG a Tripoli, vive con la sua ragazza Charlotte in un bellissimo appartamento all'ultimo piano. (stupiti che mi ricordo i nomi?). Dormo a casa loro e la mattina riparto verso “il male”.
Passare in Siria sono altri soldi buttati e ad accogliermi appena dopo il confine una pioggia che non mi molla per tutto il giorno.
Da un giorno all'altro passo dalla tenda a dormire sul tetto di un hotel di Beirut perchè nelle camere non c'è posto...
Da un giorno all'altro la moto mi sembra più pesante e non la tengo in equilibrio.
Poi arrivo a Tripoli (nel nord del Libano) ed è pomeriggio tardo. Mi fermo sul lungomare a riflettere se è il caso di passare “il male” stasera o dormire a Tripoli e affrontare “il male” domattina. “Il male” sono le frontiere. Dal Libano si ritorna per forza in Siria.
Sento una voce che mi chiama. Non per nome, no. Capisco però che dice a me. Così mi avvicino all'uomo che sta lavorando vicino alla sua barca. Parliamo, mi offre un caffè, il posto è sporco sulla secca, passano certi topi che per fortuna ho gli stivali...Mi spiega che sta adattando ad abitazione la piccola barca a cui sta lavorando. Ha anche l'acqua corrente. Mi presenta un suo amico capitano e parliamo a lungo di una Tripoli cristiana che soccombe all'Islam dei petrolieri...
Più tardi conosco un ragazzo italiano, Daniele, che studia e lavora per una ONG a Tripoli, vive con la sua ragazza Charlotte in un bellissimo appartamento all'ultimo piano. (stupiti che mi ricordo i nomi?). Dormo a casa loro e la mattina riparto verso “il male”.
Passare in Siria sono altri soldi buttati e ad accogliermi appena dopo il confine una pioggia che non mi molla per tutto il giorno.
lunedì 4 ottobre 2010
Motociclisti in giro
La stessa mattina che lascio la coppia di Israeliani (della ragazza conservo solo una foto di lei nuda appena uscita dalla tenda...non dalla mia) incontro un motociclista rumeno con una Transalp 650 carica all`inverosimile, con tutte le comodita` dice lui. Lo incontro due volte, quasi a dire che le strade in Giordania sono obbligate. Ed entrambe le volte ci fermiamo a fare le chiacchere.
Sono arrivato in Siria. In un paese di montagna mi fermo a chiedere informazioni ad un ragazzo che mi invita a bere un caffè a casa sua, e mentre cerca di convincermi (all`inizio volevo continuare per la mia strada), il suo vicino di casa mi riempie di mele, che poi spaccio in un posto di guardia lungo la strada dove dei militari non mi lasciano passare perche` ci sono gli israeliani che mi sparano...ha ha ha. Gli dico che non gli credo, le mele non bastano a corromperli e mi tocca tornare indietro.
La serata a Damasco vedo una BMW parcheggiato nella città vecchia. Sul serbatoio maggiorato c`e` scritto l`indirizzo di un sito internet. Così vado nel primo internet point e guardo. E' un inglese che sta facendo il mio stesso giro pero`al contrario. Gli lascio un messaggio sul serbatoio e gli do appuntamento per un caffè. La mattina mi presento e il biglietto e` ancora li`. Cosi` vado nell`hotel a cinque stelle accanto e lo trovo a far colazione. (Cinque stelle, cinque). Abbiamo fatto un po` di chiacchere, poi lui stava con la ragazza e la madre della ragazza che era venuta a trovarli (ed e` per questo che stava in un cinque stelle). Lui si chiama Mathew Robb e questo e` il suo sito Lonebiker.
Parto tardi da Damasco che faccio un po` di cosette e arrivo a Palmira...questo e` quello che vedo.
Sono arrivato in Siria. In un paese di montagna mi fermo a chiedere informazioni ad un ragazzo che mi invita a bere un caffè a casa sua, e mentre cerca di convincermi (all`inizio volevo continuare per la mia strada), il suo vicino di casa mi riempie di mele, che poi spaccio in un posto di guardia lungo la strada dove dei militari non mi lasciano passare perche` ci sono gli israeliani che mi sparano...ha ha ha. Gli dico che non gli credo, le mele non bastano a corromperli e mi tocca tornare indietro.
La serata a Damasco vedo una BMW parcheggiato nella città vecchia. Sul serbatoio maggiorato c`e` scritto l`indirizzo di un sito internet. Così vado nel primo internet point e guardo. E' un inglese che sta facendo il mio stesso giro pero`al contrario. Gli lascio un messaggio sul serbatoio e gli do appuntamento per un caffè. La mattina mi presento e il biglietto e` ancora li`. Cosi` vado nell`hotel a cinque stelle accanto e lo trovo a far colazione. (Cinque stelle, cinque). Abbiamo fatto un po` di chiacchere, poi lui stava con la ragazza e la madre della ragazza che era venuta a trovarli (ed e` per questo che stava in un cinque stelle). Lui si chiama Mathew Robb e questo e` il suo sito Lonebiker.
Parto tardi da Damasco che faccio un po` di cosette e arrivo a Palmira...questo e` quello che vedo.
sabato 2 ottobre 2010
La catena di S. Antonio
Finisco la benzina perchè sono un pirla. La stazione più vicina è a dieci chilometri. Con una bottiglia d'acqua vuota in mano aspetto a bordo strada che passi una macchina. Si ferma un furgoncino, ci capiamo a gesti, salgo con la mia bottiglia da riempire e partiamo. Dopo pochi chilometri rimaniamo senza benzina e adesso siamo in due a bordo strada ad aspettare un passaggio. Incredibile ma vero. Con una bottiglia e una tanica. Naturalmente troviamo un passaggio e arriviamo alla stazione...
Riparto che è quasi buio. (una volta svuotata la bottiglia nel serbatoio son ritornato al distributore e fare il pieno).
Cerco un posto per la notte. Tenda difficile. Cerco un hotel very very cheap ma niente. Mangio un falafel, chiedo intorno e incontro una coppia di israeliani che vogliono andare a passare la notte nel Mar Morto. Lui simpaticissimo e pieno di energie, lei una gnocca da paura. Mi invitano con loro a proseguire e partiamo assieme verso il Mar Morto.
E' notte e lungo la riva del Mar Morto fa un caldo pazzesco. Non c'è un posto per dormire lungo la strada. La costa israeliana, dall`altra parte, e` tutta illuminata. Ci fermiamo in una stazione di polizia a chiedere informazioni, poi con dei ragazzi che festeggiano. Ad un certo punto... niente. Stremati ed esausti buttiamo la tenda in una specie di parcheggio e ci godiamo il resto della nottata a chiacchiere e vino israeliano mentre dall`alto guardiamo le luci della Gerusalemme illuminata. Alla mattina presto un sole impietoso ci sveglia ancora stanchi. Ci salutiamo e ognuno per la sua strada...
View Giordania in a larger map
Riparto che è quasi buio. (una volta svuotata la bottiglia nel serbatoio son ritornato al distributore e fare il pieno).
Cerco un posto per la notte. Tenda difficile. Cerco un hotel very very cheap ma niente. Mangio un falafel, chiedo intorno e incontro una coppia di israeliani che vogliono andare a passare la notte nel Mar Morto. Lui simpaticissimo e pieno di energie, lei una gnocca da paura. Mi invitano con loro a proseguire e partiamo assieme verso il Mar Morto.
E' notte e lungo la riva del Mar Morto fa un caldo pazzesco. Non c'è un posto per dormire lungo la strada. La costa israeliana, dall`altra parte, e` tutta illuminata. Ci fermiamo in una stazione di polizia a chiedere informazioni, poi con dei ragazzi che festeggiano. Ad un certo punto... niente. Stremati ed esausti buttiamo la tenda in una specie di parcheggio e ci godiamo il resto della nottata a chiacchiere e vino israeliano mentre dall`alto guardiamo le luci della Gerusalemme illuminata. Alla mattina presto un sole impietoso ci sveglia ancora stanchi. Ci salutiamo e ognuno per la sua strada...
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mercoledì 29 settembre 2010
La Bibbia
Sono arrivato ieri alle due di notte in Giordania, ad Aqaba con il traghetto partito da Nuveiba in Egitto.
Arrivo a Nuveiba la sera prima della partenza (dopo essere stato fino a Taba, al confine con Israele perchè credevo partisse la lì il traghetto) e vado subito al porto per sapere gli orari. Un ufficiale mi dice che il traghetto parte alle tre del pomeriggio e di presentarmi al porto alle otto del mattino. Ok dico, poi ci penso e...ma come alle otto per partire alle quindici...
Visualizzazione ingrandita della mappa
In realtà e molto peggio di come me l'ero immaginata. Questo post è un appello a Greenpeace perchè intervenga per tutto lo spreco di carta all'uscita dall'Egitto. Sempre per via del carnet du passage. Avrò passato (ma veramente non esagero) almeno quindici uffici diversi e in ogni ufficio aggiungevo fogli su fogli e timbri su timbri e mi sono presentato all'uscita con un pacco di carte spesso come una Bibbia. Quand'è finita non ci credevo. Ma veramente sono apposto e posso andare? Sicuri? Altro?
Il traghetto poi invece che alle tre del pomeriggio è partito alle sei e mezza e invece che tre ore ce ne ha messe cinque. Al confronto entrare in Giordania è stato facilissimo.
Arrivo a Nuveiba la sera prima della partenza (dopo essere stato fino a Taba, al confine con Israele perchè credevo partisse la lì il traghetto) e vado subito al porto per sapere gli orari. Un ufficiale mi dice che il traghetto parte alle tre del pomeriggio e di presentarmi al porto alle otto del mattino. Ok dico, poi ci penso e...ma come alle otto per partire alle quindici...
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In realtà e molto peggio di come me l'ero immaginata. Questo post è un appello a Greenpeace perchè intervenga per tutto lo spreco di carta all'uscita dall'Egitto. Sempre per via del carnet du passage. Avrò passato (ma veramente non esagero) almeno quindici uffici diversi e in ogni ufficio aggiungevo fogli su fogli e timbri su timbri e mi sono presentato all'uscita con un pacco di carte spesso come una Bibbia. Quand'è finita non ci credevo. Ma veramente sono apposto e posso andare? Sicuri? Altro?
Il traghetto poi invece che alle tre del pomeriggio è partito alle sei e mezza e invece che tre ore ce ne ha messe cinque. Al confronto entrare in Giordania è stato facilissimo.
lunedì 27 settembre 2010
I dieci comandamenti
Rimango al Cairo quattro giorni ospite a casa di Adam, il ragazzo libico che ho conosciuto alla frontiera egiziana. Il Cairo è una città tremenda, caotica, inquinata all'inverosimile e che mi innervosisce. Se non fosse per l'ospitalità delle persone che ho conosciuto me ne sarei andato subito.
Quando riparto mi dirigo verso la penisola del Sinai. Ufficialmente esco dall'Africa ed entro in Asia e rimango colpito, affascinato, come forse in questo viaggio non lo sono mai stato, dalla bellezza del deserto e delle montagne del Sinai. Vi lascio le foto che dicono tutto (molto).


Al Cairo ho recuperato una mappa seria dell'Egitto e mi studio un itinerario del Sinai, ma la strada che voglio fare per concludere il giro in realtà è una pista che attraversa il deserto e la gente locale non solo me la sconsiglia con la moto, me la proibisce proprio. Così torno indietro per circa settanta chilometri e vista l'ora e la distanza mi dirigo verso Taba, la città al confine con Israele da cui dovrei prendere il traghetto per Aqabah in Giordania. Riprendo quindi la strada della costa est della Siria e salgo verso nord.
Dalla strada vedo che lungo la spiaggia ci sono delle capanne di foglie di palma con delle stradine sterrate di accesso. Vorrei piantare la tenda da qualche parte per la notte, ma vado a vedere le capanne cosa sono e cosa offrono e mi chiedono meno di tre euro per dormirci. Dentro un materasso buttato a terra e vista mare e cielo. Alla sera la compagnia di ragazzi israeliani è meravigliosa e mi fermo due notti, ma in posti così ti potresti fermare anche una vita.
Quando arrivo a Taba scopro che non esiste nessun traghetto per Aqabah e devo ritornare indietro per circa settanta chilometri a Nuveiba. Domani (martedì) passo in Giordania.
Quando riparto mi dirigo verso la penisola del Sinai. Ufficialmente esco dall'Africa ed entro in Asia e rimango colpito, affascinato, come forse in questo viaggio non lo sono mai stato, dalla bellezza del deserto e delle montagne del Sinai. Vi lascio le foto che dicono tutto (molto).


Al Cairo ho recuperato una mappa seria dell'Egitto e mi studio un itinerario del Sinai, ma la strada che voglio fare per concludere il giro in realtà è una pista che attraversa il deserto e la gente locale non solo me la sconsiglia con la moto, me la proibisce proprio. Così torno indietro per circa settanta chilometri e vista l'ora e la distanza mi dirigo verso Taba, la città al confine con Israele da cui dovrei prendere il traghetto per Aqabah in Giordania. Riprendo quindi la strada della costa est della Siria e salgo verso nord.
Dalla strada vedo che lungo la spiaggia ci sono delle capanne di foglie di palma con delle stradine sterrate di accesso. Vorrei piantare la tenda da qualche parte per la notte, ma vado a vedere le capanne cosa sono e cosa offrono e mi chiedono meno di tre euro per dormirci. Dentro un materasso buttato a terra e vista mare e cielo. Alla sera la compagnia di ragazzi israeliani è meravigliosa e mi fermo due notti, ma in posti così ti potresti fermare anche una vita.
Quando arrivo a Taba scopro che non esiste nessun traghetto per Aqabah e devo ritornare indietro per circa settanta chilometri a Nuveiba. Domani (martedì) passo in Giordania.
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